Una famiglia non basta!

Un proverbio del Kenya dice che “Per educare un bambino occorre tutto il villaggio”

Quando è maturata in me e mia moglie la scelta di diventare genitori adottivi, abbiamo pensato che questa esperienza non poteva rimanere privata tra noi due e il figlio che sarebbe arrivato.

I genitori insieme al bimbo o bimbi che entreranno a fare parte della famiglia saranno i protagonisti principali, ma un buon film oltre ai suoi protagonisti ha numerosi attori che danno il loro contributo.

La famiglia adottiva ha sicuramente bisogno del sostegno da parte della  famiglia “allargata” in cui possiamo trovare nonni, zii, amici

Persone che pur sentendo i nostri racconti sui colloqui con gli assistenti sociali e tutto l’iter adottivo fatto spesso di aspetti che dovrebbero essere migliorati; alcune volte non hanno piena conoscenza di cosa vuol dire accogliere un minore nella propria famiglia. E’ capitato di vedere pregiudizi legati forse ad una scarsa informazione e formazione su questa tematica.  Anche la famiglia allargata deve essere consapevole del ruolo che andrà a ricoprire quando diventeremo a tutti gli effetti una famiglia adottiva, quale migliore occasione se non invitarli a partecipare al seminario “Una famiglia non basta” .

Vedere alcune sere fa, persone conosciute da quando è iniziato il nostro percorso adottivo portare alla serata fratelli genitori amici, è stata una bellissima sensazione, vuol dire che i futuri genitori adottivi non saranno lasciati soli a vivere l’adozione come un fatto strettamente privato. Anche i futuri nonni zii e amici che ci accompagneranno nella quotidianità vogliono avere maggiore consapevolezza delle problematiche che un giorno potremo condividere con loro.

Nella storia di una famiglia adottiva , sarà comunque sempre presente la famiglia di origine di nostro figlio.

Mi ha colpito molto questa frase di B. Betthleim

“Il seme di un albero può si essere trasportato lontano dal luogo dove quell’albero è cresciuto, ma la nuova pianta, che da quel seme nascerà, può mettere radici solo nel terreno in cui esso è affondato: nella famiglia che ci ha allevato dall’infanzia”

Spesso i bambini che entrano nelle nostre famiglie hanno già vissuto una parte della loro infanzia nella famiglia di origine, dovremo raccontare a loro,  la loro storia , con l’aiuto della famiglia allargata dovremo però raccontare a nostro figlio una sola verità.

Beppe e Antonella hanno condiviso con noi la loro storia di famiglia affidataria, una scelta non sempre semplice, alcune volte ti sembra di non avere fatto nulla o poco per quei ragazzi – bambini che ti vengono affidati. Quando bagni una pianta, una parte di acqua ti sarà visibile, un parte invece bagnerà la parte posteriore e tu non puoi vedere i frutti che darà quell’acqua se non a distanza di lungo tempo.

Essere una famiglia affidataria ti porta anche al difficile e sofferto momento in cui devi lasciare il bambino che è rimasto con te per alcuni anni , ma non possiamo scegliere di non amare per non soffrire.

Il percorso dell’accoglienza , sia tramite un adozione che attraverso l’affido è un percorso da fare insieme , come dicono sempre in Kenya  “Se vuoi arrivare primo, corri da solo; se vuoi arrivare lontano, cammina insieme.”

E noi vogliamo arrivare molto lontano

 

Mauro, futuro papà adottivo

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