Radici!

Radici!

“The Indian” un film che racconta la ricerca delle proprie origini di un bambino di nome Koos peruviano adottato da una coppia di olandesi.

Per me non era un film nuovo, l’avevo già visto circa un anno fa, durante un incontro dedicato alle origini dei bambini adottati. Molto diverso lo stato d’animo e le emozioni – riflessioni che sono emerse ora a distanza di tempo.

Un anno fa io e Katia avevamo ricevuto da poco la notizia dell’idoneità per l’adozione internazionale, il film  aveva fatto nascere in me riflessioni ma che erano vaghe, probabilmente l’attenzione era anche concentrata su altri aspetti, la notizia di essere sulla strada giusta, la ricerca di un ente a cui dare il mandato, pur essendo consapevole dell’importanza delle origini di mio figlio non sentivo ancora del tuo mio questo aspetto legato all’adozione.

Cosa è cambiato da allora? Tantissime cose.

Avendo dato disponibilità per l’adozione internazionale, abbiamo poi conferito ad un ente, e attualmente siamo in attesa per l’adozione di un bambino o bambina che arriverà dal Burkina Faso.

Credo che un punto molto importante sia stato quello di aver sentito subito nostro il paese di origine di nostro figlio. Nostro per quello che è la traduzione in italiano di Burkina Faso, che vuol dire paese degli uomini integri, onesti. Nostro per quelle che sono le tradizioni culturali del paese.  Nostro anche a livello di continente, l’Africa, anche se in altre zone, è il paese che più abbiamo visitato.

Il bambino del film è peruviano e i genitori olandesi, tratti somatici molto diversi, per me è stato molto facile trovare l’accostamento con quella che sarà la mia famiglia.

Avremo al ritorno dal viaggio per andare ad accoglierlo, ancora non sappiamo quando sarà, immagino molti oggetti che ricordano il suo paese, la più importante non sarà un oggetto fisico, ma pur essendo una  cosa astratta la porteremo con noi.  Avremo con noi una valigia con dentro le sue origini. Sarà una valigia che non dovrà aprire da solo, ma dovremo aprirla insieme e conoscere insieme tanti aspetti sulla sua origine.

Un mese fa ho avuto la fortuna di partecipare ad un incontro sui viaggi di ritorno all’origine, organizzati per andare a rivedere i luoghi di nascita  e in cui si è vissuti prima di essere adottati, forse per noi è ancora troppo presto per parlarne, ma l’idea che un giorno possa succedere ci deve fornire stimoli per prepararlo al meglio, magari non lo faremo fisicamente, ma almeno mentalmente lo dovremo fare raccontando a nostro figlio quante più notizie possibili sulle tradizioni del suo paese.

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