Cos’è l’affido?

 

L’affido familiare è una forma di aiuto solidale  ad una famiglia che si trova in una situazione di disagio temporaneo e che ha pertanto difficoltà nell’occuparsi in maniera globale e piena dei bisogni dei propri figli.

Accogliere in affido un minore significa innanzitutto farsi prossimi alla sua famiglia, consapevoli che ognuno di noi potrebbe incontrare un giorno le medesime difficoltà.

Attraverso l’Affido familiare i minori  incontrano una famiglia che, accogliendoli nella propria casa e nella propria vita, si impegna ad assicurare loro un’adeguata risposta ai bisogni affettivi, educativi, di mantenimento ed istruzione, nel totale rispetto della storia individuale e familiare di ciascuno.
Non si tratta quindi di sostituire negli affetti la famiglia di origine dei minori ma di sostenere gli stessi, accompagnarli per un certo periodo della loro vita, con la medesima attenzione che si potrebbe dare ai “propri” figli.

 

Che differenza cè tra affido e adozione?

L’adozione è uno strumento di accoglienza definitivo del minore e prevede che si interrompano completamente i rapporti con la sua famiglia di origine.

L’affidamento familiare invece, in tutte le sue diverse forme, prevede una collaborazione stretta tra la famiglia di origine e la famiglia affidataria, una sorta di patto educativo e affettivo che può durare da pochi mesi sino a due anni

 

io Posso diventare un “genitore” affidatario?

Tutti i maggiorenni  possono essere “genitori” affidatari: coppie con o senza figli, siano esse sposate o conviventi, ma anche persone singole. 

La legge infatti non stabilisce nessuna condizione alla disponibilità che una persona può prestare: non ci sono vincoli legati al vincolo matrimoniale, ma nemmeno all’età di chi accoglie (anche una “nonna” può diventare affidataria!). 
Non ci sono vincoli di reddito o relativi al tenore di vita.
Per diventare affidatario serve solo

  • Trovare uno spazio emotivo e fisico nella propria vita e nella propria casa per accogliere una persona diversa da sé; 
  • Garantire la disponibilità e il desiderio di accompagnare per un tratto della sua vita ad un bambino o a un ragazzo 
  • Collaborare con la famiglia di origine, facilitando e valorizzando i rapporti tra i bambini e i propri genitori attraverso la mediazione e il supporto del centro Unico per gli Affidi
  • Essere consapevoli che l’affido “vero” è quello che termina alla fine del progetto, che quindi permette al bambino di rientrare nella sua famiglia di origine, una volta superati i problemi

 

L’affido è solo “a tempo pieno”?

No, esistono diversi tipi di affido in base a quelli che sono i bisogni della famiglia di origine dei minori e dei bambini/ragazzi  stessi

Ci sono affidi familiari che prevedono un accompagnamento continuo del minore; ma anche forme di sostegno più leggere, come l’affido per il week-end o l’affido part-time (solo per qualche ora al giorno).

Anche le persone che si candidano a diventare “genitori” affidatari possono avere disponibilità diverse le une dalle altre. Il progetto di affido metterà quindi insieme i bisogni del minore con le disponibilità della famiglia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.